Quello che non ci dicono sulla ritenzione idrica

ESTETICA
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Affrontiamo il tema solo come problema estetico, in realtà capiamo cosa il nostro corpo ci sta comunicando.

In tutti questi anni di ricerche e  studi ho compreso che in questo disturbo si racchiudono "tre parole chiave" importanti:

- Conflitto
- Rinuncia
- Trattenimento

Se si parte da queste tre "chiavi" possiamo aprire la porta verso la strada della liberazione di noi stesse.

Quante volte dimagriamo in pochissimo tempo senza dieta, come conseguenza a un periodo felice, di forte adrenalina,oppure quante altre volte invece ci sentiamo più goffe, gonfie,  bloccate,  e non riusciamo a buttar giù un etto! Come se ci fosse una forte resistenza...

Ho sempre pensato che ci fosse qualcosa su questo argomento che non approfondivo alla quale la sola scienza non sapeva darmi una risposta e ora che ho fatto un po' studi diversi più olistici, sono sempre più convinta di quanto sia importante... ma che dico... fondamentale la psiche nel nostro modo di approcciare alla vita..

Anche la ritenzione idrica è da considerare un tema importante della nostra salute, noi, erroneamente, lo classifichiamo solo come problema estetico e nulla di più.

E invece non è così...

Ognuno di noi dovrebbe comprendere le cause di tutto ciò che ci accade.

Il nostro corpo comunica costantemente con noi e non è perché siamo sfortunate che abbiamo la cellulite e solo un modo che abbiamo per difenderci da cose, avvenimenti che non vogliamo accettare,il primo passo è la consapevolezza,l'informazione.

Grazie alle scoperte delle Leggi Biologiche da parte del dott.Hamer, oggi sappiamo che l'aumento ponderale del proprio peso è dovuto alla ritenzione idrica, fenomeno denominato "conflitto del profugo".

Trattenere i liquidi senza disidratarsi, nel caso un'onda ci avesse spinto in riva di un'isola deserta, ha reso possibile la nostra sopravvivenza; ecco perché, ancora oggi, reagiamo attivando questo programma biologicamente sensato, quando viviamo situazioni in cui:

- ci sentiamo pesci fuor d'acqua
- perdiamo i nostri punti di riferimento
- ci sentiamo catapultati in una situazione diversa, in un "territorio" che non è il nostro
- quando lottiamo per la sussistenza

Il non aver appigli ci fa sentire soli e abbandonati, in continua lotta per la nostra esistenza.

L'organo preposto a mantenere inalterato l'equilibrio idrico è riposto nel rene, precisamente nei tubuli collettori, che nel momento in cui vengono vissute queste emozioni (in fase attiva), si restringono, con la finalità vitale di trattenere i liquidi, causando così un aumento di peso (i liquidi si accumulano nelle cellule e in altri tessuti).

in fase attiva di questo programma, si nota nel sangue un aumento di creatinina e di sostanze azotate, che la Medicina Ufficiale considera una grave malattia, in quanto gli scienziati non considerano la connessione mente-corpo, trascurando che l'evoluzione embriologica di questo tessuto risponde a precise emozioni.

Questo problema sembra prettamente femminile, in realtà non è esclusivo delle donne, ma noi, con la nostra sensibilità, abbiamo più rischi di avere forti emozioni che ci portano a squilibri energetici. Andremo ad analizzare lo squilibrio principale femminile che causa questo disturbo così diffuso...

Rinuncia alla femminilità

Si rileva una stretta analogia tra la stasi dei liquidi del corpo e una stasi del tipo energetico- esistenziale, nello specifico, l'energia che ristagna nelle aree "cellulitiche" del corpo è di natura erogena.

Il corpo delle donne che hanno subito un trauma amoroso, attraverso la cellulite, cerca di proteggersi da un ulteriore dolore, quasi ad attutire il rischio di nuovi colpi e ferite sentimentali.

La svalutazione sul piano estetico porta la persona alla rinuncia a un nuovo coinvolgimento affettivo e sessuale, creando, appunto una "corazza", in altre parole una barriera anestetica e antiestetica contro gli attacchi esterni.

Anche se si vive una relazione si è sempre sulla difensiva, non ci si lascia mai andare e si blocca l'espressività del vero sentimento.

In genere le persone che hanno un vissuto sessuale sofferto e blocchi affettivi sono più inclini a questo problema; persone che hanno ricevuto un'educazione rigida con un derivato sviluppo incompiuto della femminilità; che hanno una madre egoista e manipolatrice, anaffettiva nei confronti del marito o del patner o con problemi di carattere mentale.

La presa di coscienza all'origine del problema psico-somatico, rimuove la causa del sintomo, di conseguenza sciogliendo il blocco psicologico, sul corpo si ripercuote la stessa azione.

Molti studi hanno dimostrato che "trattenere" a livello psicologico viene tradotto a livello fisico tramite il sistema respiratorio e quello cardiocircolatorio.

Trattenere un'emozione, un impulso, la tendenza a fare una certa cosa, si manifestano attraverso cambi di durata e intensità del respiro e della frequenza cardiaca: essi sono a loro volta collegati con uno squilibrio del sistema di drenaggio del corpo
(La cellulite è anche sintomo di rabbia repressa, un accumulo di pensieri negativi , una ridotta espressione di sè).

Il secondo filone, connesso al primo, è il sistema endocrinologo e immunitario. Si è visto che l'ansia e lo stress causano l'aumento di produzione del cortisolo, definito l'ormone dello stress; il cortisolo, oltre ad abbassare le difese immunitarie nell'organismo, aumenta la ritenzione idrica nel corpo.

Inoltre lo stress psicologico e fisico causa infiammazioni ai vasi sanguigni e rallenta la circolazione.

La ritenzione idrica infatti, oltre ad essere vissuta come inestetismo, rimane sul corpo come il sintomo di una vita del tutto insoddisfacente.